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PROSPETTIVE DIFFERENTI

Paragleiter am Himmel

29/agosto/2013 – da quando mi occupo di imprenditorialità, e dunque di scelte, mi è capitato parecchie volte di suggerire ad altri di vedere le cose in maniera diversa, sotto un’altra luce, di cambiare prospettiva. Altro volte ho consigliato di sforzarsi di vedere le cose ad una certa distanza, come a volersi allontanare da ciò che si osserva. Se in certi casi il consiglio è servito a qualcosa, in altri ha aiutato ben poco le persone ad uscire da una situazione; tuttavia il consiglio di cambiare prospettiva è e rimane un buon consiglio in quanto serve a restituire alle persone la possibilità di scelta tra le diverse opzioni che la medesima situazione presenta. Riconosco però che non è sempre facile guadagnare prospettive diverse che porteranno ad assumere decisioni più consapevoli e i motivi possono essere parecchi e diversi. Ecco due situazioni classiche in cui il cambio di prospettiva può non apparire di immediata realizzazione, ad esempio:

–          quando si chiede alle persone di uscire da proprio ruolo/posizione conferendogli così una visuale che normalmente non gli apparterrebbe. Per fare ciò occorre sospendere il giudizio della persona e farlo lavorare di immaginazione ricorrendo, per l’appunto, agli “immagina se…”, oppure,

–          quando si tratta di un mutamento di prospettiva temporale, focalizzando l’attenzione delle persone su quello che succederà in futuro prescindendo da come si risolverà la situazione attuale. Ecco che ricorrerete allora agli “immagine come sarà tra … giorni/settimane/anni”.

Chi non riesce a cambiare prospettiva tende a sottolineare proprio il fatto di non farcela oppure che pur riuscendovi non ne trae vantaggio alcuno; in entrambe i casi potreste notare che le persone descrivono la situazione come “troppo grande”, “troppo pesante”, “troppo importante” e via di seguito. Cosa potreste dedurne? Semplicemente che le persone non riescono ad osservare la situazione con quel distacco necessario per cambiare punto di vista, in altre parole le persone non riescono a farci il giro intorno. Può sembrare banale ma non lo è; fate fare alle persone un passo indietro rispetto all’esperienza che stanno vivendo e solo se saranno riuscite a far questo chiedetele di cambiare prospettiva. La dimostrazione dell’efficacia  questa tecnica la potete trovare osservando attentamente i giocatori di biliardo. Per capire la traiettoria e la forza da imprimere alla palla non si mettono certo ad osservarla sempre più da vicino fino quasi  toccarla col naso; all’opposto, se ne allontanano e la osservano da diversi angolature perché solo così hanno maggiori possibilità di mandare la palla in buca.

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