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La abilità comunicative: innate o apprese? Assimilate!

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Le abilità comunicative sono  innate o possono essere apprese? Il segreto si chiama “assimilazione”

30 aprile 2014 – sono le 23 circa e sto ripensando ad una domanda che mi è stata fatta durante un corso di comunicazione: tecniche e abilità comunicative rappresentano doti innate prima di essere un qualcosa con cui ci si può allenare?

Domanda corretta e lecita visto che anch’io ci ho riflettuto parecchie volte specie quando mi capitava di trovarmi davanti a persone che dimostravano abilità particolari o particolarmente allenate.

Di tanto in tanto capita di trovarsi davanti a chi dimostra di avere determinate capacità o abilità nel porre domande o fare discorsi di modo che per questa persona risulta agevole farsi capire ma non solo. Queste persone sono di solito abili parlatori, capaci di entrare in sintonia col proprio interlocutore, di raccogliere la fiducia di questi ultimi e suscitare emozioni intense e positive. Questo quando si tratta di persone solari, di quelle che fa piacere incontrare. Similmente ma all’opposto, possiamo imbatterci in persone più o meno oneste con concrete abilità comunicative ma una scarsa propensione ad utilizzarle per aiutare il prossimo, ecco che allora potremo poi raccontare di aver avuto a che fare con persone scortesi che hanno saputo metterci a disagio, sotto pressione, con persone scorrette che ci hanno raggirato, abbindolato, spaventato e chi più ne ha più ne metta. Personalmente, ne ho conosciuto di entrambe le tipologie e ad entrambe ho dedicato tempo e attenzione  proprio perché volevo capire come facessero ad essere così solari o, all’opposto, così pericolose. Mi son fatto le mie domande e ho trovato le mie risposte e adesso che ho l’incosciente pretesa di voler insegnare qualcosa di comunicazione agli altri mi senti riproporre una di queste domande: chi dimostra particolari abilità comunicative è perché ha studiato tecniche comunicative o che altro? A questa prima domanda posso rispondere che non necessariamente chi se la cava bene con la comunicazione deve aver per forza fatto corsi o studiato manuali. Allora si tratta di un qualcosa di innato? Non proprio, anche se possono esserci persone più dotate rispetto ad altri. La chiave del successo si chiama “assimilazione”. Assimiliamo quando osserviamo gli altri fare un qualcosa che riteniamo interessante volendo carpirne i segreti e cercando poi di replicare il risultato che gli altri ottengono.   Si tratta di un processo naturale e istintivo che presenta innumerevoli vantaggi tra cui quello di evitare gli errori su cui gli altri hanno spese tempo e fatica. Dunque il percorso è pressoché identico sia per chi vuol aiutare il prossimo che per chi vuole truffarlo? Se ci fermiamo solo alla procedura direi di sì solo che cambia il proponimento etico per cui uno sembra maggiormente interessato al benessere del prossimo mentre l’altro è più concentrato sul benessere proprio a discapito di quello altrui. Proprio il proponimento etico mi sembra sia il motivo per cui chi ha intenzioni positive e propositive presta maggior attenzione alle necessità della controparte ed in questo modo sviluppa una flessibilità ed una varietà di comportamenti che forse potrebbe mancare a chi è più dedito a combinare marachelle di modo che il primo, più del secondo, arriva a maturare un maggior consapevolezza dei meccanismi comunicativi e dei risultati che portano. Vi chiedete perché? Perché chi vuol fare del bene agli altri (o perlomeno non vuole nuocere agli altri) riconosce l’identità di ogni singola persona che incontra e ne pratica il rispetto incondizionato; all’opposto, chi ha intenzioni malevoli sembra interessato ad applicare le sue tecniche su scala “industriale” senza soffermarsi sull’individuo ma focalizzandosi sul risultato (l’offesa, la truffa, il dispiacere, ecc.) e lavora, passatemi il termine, sui “volumi” per cui se una tecnica comunicativa non funziona  con un certo interlocutore è più propenso a cambiare interlocutore  che non tecnica.

È inutile che Vi sottolinei come persone con abilità comunicative allenate e scarso rispetto del prossimo rappresentino di fatto un pericolo per coloro che li incontrano. Anche in questo caso la miglior difesa è la conoscenza di queste tecniche.

Buono studio

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