Comment : 0

Aprir bocca e mettere le persone a loro agio. Ecco come

Aprir bocca e mettere le persone a loro agio. Ecco come fare.

remembre postit sxc

02 maggio 2014 – oggi mi sono nuovamente reso conto di come a volte serva veramente poco per mettere le persone a loro agio.

Non ho intenzione di parlarvi di rapport, rispecchiamento, shaping o qualsiasi altra cosa che parta necessariamente da una definizione. Voglio, invece, darvi dei consigli (pochi, ma per me preziosi) che traggono origine dal buon senso e dal riconoscimento del vostro interlocutore come persona.

A volte partiamo con i migliori propositi ma ci troviamo catapultato in situazioni in cui ci chiediamo: “Ma alla persona che ho davanti interessa veramente qualcosa di me e di quello che penso? Sì, a parole gli interessa quello che ho da dirgli ma non ho esattamente quella sensazione,  anzi,  quello  che istintivamente sento è che la mia opinione non gli interessa proprio per niente. Quasi quasi me ne vado…”.

Vi è mai capitato di ritrovarvi in un situazione come questa? E magari di esservene andati senza averci pensato troppo? A me si e veramente  me ne sono andato. Ma se ci ritrovassimo dall’altra della barricata, a recitare la parte della persona  semplicemente distratta ma sicuramente scortese? Vi piacerebbe? Penso di no anche perché sapete benissimo che non c’è una seconda possibilità per fare una buona prima impressione. Ma come possiamo fare a mettere il nostro interlocutore a suo agio per avere così tutta la sua attenzione e scongiurare di passare per maleducati? Ci sono tecniche da utilizzare? Sì che ci sono, solo che non si chiamano tecniche ma bensì cortesie.

Cortesia n. 1: sorridete.

Personalmente mi piacciono le persone che sorridono. Quando mi accolgono con un sorriso sono sempre ben disposto e lo riconosco come un gesto cortese da parte del mio interlocutore. Soprattutto non giudico positivamente le persone che adottano un atteggiamento “serioso” senza averne un valido motivo. E Voi?

Cortesia n. 2: se avete 5 minuti per un incontro dedicateli al vostro interlocutore, non al vostro cellulare.

Sembra la cosa più ovvia solo che è la meno praticata. Se volete trasmettere una immagine di voi come persona seria e professionale concentrate la vostra persona a chi avete davanti evitando attività che potete tranquillamente rimandare a quando la persona se ne sarà andata tipo telefonate, mail, eccetera.

Dichiarate onestamente al vostro ospite quanto tempo avete da dedicargli e fate notare che non volete distrazioni da parte di altri. Potete per esempio spegnere o zittire il cellulare spiegando che così non ci saranno interruzioni.  Ciò contribuirà alla vostra immagine di persona professionale e precisa.

Cortesia n. 3: la persona che avete davanti ha un nome, usatelo.

Alle persone piace essere chiamate per nome o per cognome, a seconda di come si sono presentate. Lascio alla vostra sensibilità decidere se passare da un approccio formale ad uno informale, l’importante è ricordare che l’uso del nome della persona, anche più volte durante la conversazione, crea una situazione di condivisione col vostro interlocutore di modo che sarà maggiormente disposto nei vostri ragionamenti.

Cortesia n. 4 lasciate parlare le persone.

Se le persone sono disposte a parlarvi è già un mezzo risultato. Per fare centro pieno dovete fare anche voi la vostra parte: ascoltate veramente e provate a stare zitti. Se avete paura di non ricordarvi cosa poi direte appuntatevelo su un foglio di carta.

Cortesia n. 5: evitate i “no”.

“No” ha un significato preciso e forte di negazione. Dire “no” equivale a voler mettere i puntini sulle i e vi sconsiglio caldamente di usarlo come intercalare.

Cortesia n. 6: usate i “si, e…”.

Se la persona è ancora lì davanti a voi è perché non le basta esprimere la sua opinione ma vuole anche conoscere le vostre idee. Dire “si, e…” equivale a dire “ho capito (nel senso di ascoltato) quello mi hai detto e se mi permetti, alla tua opinione ora metto di fianco la mia”. Non confondete il sì di partenza con “hai ragione”.

Semplice no?!

Buon lavoro,

 Cristian

Autore

Lascia un commento

*

captcha *